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	<title>Raffaello, Autore presso Range</title>
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	<description>Gestione servizi IT</description>
	<lastBuildDate>Tue, 05 Jan 2021 14:16:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Raffaello, Autore presso Range</title>
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		<title>E&#8217; nata prima la PEC o la partita iva?</title>
		<link>https://www.range-id.it/2021/01/03/e-nata-prima-la-pec-o-la-partita-iva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2021 23:47:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Posta Elettronica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che la PEC sia una anomalia del tutto italiana è cosa nota a molti. Per quanto esistano sistemi simili, ad oggi la PEC è in uso (e di conseguenza ha validità) solo nel nostro territorio. Le incomprensioni con questo sistema di comunicazione però nascono già dal giorno zero, e cioè quando si decide di aprire [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Che la PEC sia una anomalia del tutto italiana è cosa nota a molti. Per quanto esistano sistemi simili, ad oggi la PEC è in uso (e di conseguenza ha validità) solo nel nostro territorio.</p>



<p>Le incomprensioni con questo sistema di comunicazione però nascono già dal giorno zero, e cioè quando si decide di aprire una partita iva e si va dal commercialista. Il primo atto è la comunicazione dell&#8217;indirizzo PEC da inoltrare in camera di commercio in modo da completare la pratica per ottenere il proprio numero fiscale. Tuttavia per avere un indirizzo PEC bisogna acquistare un indirizzo presso una CA accreditata (oppure lasciare fare a noi) e la PEC va intestata alla società intestataria dell&#8217;indirizzo utilizzandone tutti i dati definitivi.</p>



<p><strong><em>Da qui il comma 22: per aprire una società è necessaria una PEC, per aprire una PEC è necessario avere la partita iva della società.</em></strong></p>



<p>Per non impazzire la gabola era la seguente: si apriva una PEC intestandola a persona fisica, verosimilmente il rappresentante legale della società in via di costituzione, per poi modificare l&#8217;intestazione una volta ottenuta la partita iva e le generalità complete. Oggi però c&#8217;è un metodo leggermente più raffinato. E&#8217; possibile infatti intestare la PEC già a persona giuridica (e quindi società) mettendo le generalità della società e una partita iva temporanea, ovvero composta da undici zeri, per concludere l&#8217;operazione e registrare l&#8217;indirizzo PEC.</p>



<p>E&#8217; chiaro che il senso di questa manovra è che il dato della partita iva così composto va aggiornato alla prima occasione utile, ovvero non appena si ottiene tale dato definitivo dal commercialista, tuttavia ai fini della registrazione del PEC, propedeutica alla costituzione della società è una pratica del tutto lecita e che scioglie definitivamente il controsenso iniziale al quale eravamo ormai un po&#8217; tutti abituati.</p>



<p>Se poi volete fare l&#8217;<em>en plein </em>di bongiorniana memoria, utilizzando i nostri servizi di registrazione e mantenimento PEC potrete ricevere la fattura direttamente intestata alla nuova società, con conseguente detrazione fiscale dei costi. </p>
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		<title>Brexit e i domini .eu</title>
		<link>https://www.range-id.it/2020/12/29/brexit-e-i-domini-eu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2020 08:44:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nomi a dominio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi giorni dalla definitiva uscita del Regno Unito dall&#8217;Europa i Registry rivedono le loro posizioni in relazione alla registrazione dei domini. Particolarmente interessato è l&#8217;EURid, il Registry per i domini .eu, che ha da pochi giorni circolarizzato una comunicazione che lascia poco spazio alle interpretazioni: a partire dal nuovo anno i registranti con sede [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A pochi giorni dalla definitiva uscita del Regno Unito dall&#8217;Europa i Registry rivedono le loro posizioni in relazione alla registrazione dei domini.</p>



<p>Particolarmente interessato è l&#8217;<a rel="noreferrer noopener" href="https://eurid.eu" target="_blank">EURid</a>, il Registry per i domini .eu, che ha da pochi giorni circolarizzato una comunicazione che lascia poco spazio alle interpretazioni: a partire dal nuovo anno i <strong>registranti con sede in Inghilterra non avranno più diritto a detenere un dominio sul TLD europeo</strong>.</p>



<p>La timeline prevista è piuttosto serrata, se un intestario del dominio non provvede a dimostrare la propria eligibilità a detenere un dominio in area europea (cioè non aggiorna i propri dati di intestazione utilizzando una sede all&#8217;interno degli stati europei), a partire dal 1° gennaio 2021 si vedrà sospendere il dominio, per poi vederselo revocato.</p>



<p>Questo significa che inizialmente il dominio non risolverà più a livello DNS e di conseguenza i servizi associati verranno disattivati a livello di Registry. E&#8217; l&#8217;inizio della dismissione automatica del dominio: a partire da Aprile il dominio in questione verrà posto in stato &#8220;<em>withdrawn</em>&#8221; ed entro Gennaio 2021 verrà revocato e rimesso a disposizione sul mercato per una nuova registrazione.</p>



<p>A <a rel="noreferrer noopener" href="https://eurid.eu/en/register-a-eu-domain/brexit-notice/" target="_blank">questo indirizzo</a> è disponibile la pagina aggiornata del Registro Europeo in merito alla gestione dei domini EU in vista dell&#8217;imminente Brexit.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ripartiamo da qui</title>
		<link>https://www.range-id.it/2020/12/28/ripartiamo-da-qui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2020 11:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo articolo sul nostro vecchio e glorioso sito aziendale è stato scritto nel 2015. Un dato impietoso, anche solo perché in quasi sei anni, tanto ci è voluto prima di riprendere le redini, molte cose sono cambiate. Potrei quindi trovare una giustificazione dicendo che nel frattempo abbiamo aperto un nuovo armadio su Equinix, trasferendo progressivamente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.range-id.it/2020/12/28/ripartiamo-da-qui/">Ripartiamo da qui</a> proviene da <a href="https://www.range-id.it">Range</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;ultimo articolo sul nostro vecchio e glorioso sito aziendale è stato scritto nel 2015. Un dato impietoso, anche solo perché in quasi sei anni, tanto ci è voluto prima di riprendere le redini, molte cose sono cambiate.</p>



<p>Potrei quindi trovare una giustificazione dicendo che nel frattempo abbiamo aperto un nuovo armadio su Equinix, trasferendo progressivamente tutti i servizi condivisi nella nuova postazione. Abbiamo comprato ed installato una marea di ferro, alla faccia di chi pensa che il cloud sia costituito di immateriale vapore d&#8217;acqua (o, peggio ancora, si faccia noleggiando l&#8217;infrastruttura di altri).</p>



<p>Abbiamo assistito ad una lenta ma inesorabile crescita, nonostante tutte le difficoltà globali, al punto che ci è sembrato naturale trasformare la società da persone a capitale; non che l&#8217;etichetta cambi necessariamente qualcosa ma rappresenta comunque una garanzia strutturale in più per i nostri clienti.</p>



<p>E poi arrivano loro, i nostri clienti. Questi folli personaggi che decidono di affidarci i loro asset informatici.<br>In questi anni siamo arrivati a quasi 400 clienti serviti. Tanti? Pochi? Decidete voi.</p>



<p>Un&#8217;altra cosa che è cambiata in questi anni, alla fine, è il nostro sito. Siamo partiti con Joomla, un progetto che abbiamo sostenuto per anni, per approdare anche noi al lato oscuro del web con WordPress. La scelta qui non è casuale: in questi anni abbiamo cominciato a gestire la sicurezza dei siti dei nostri clienti, i quali sempre più spesso sceglievano WordPress. Partendo da zero siamo arrivati ad acquisire diverse competenze per garantire nel lungo periodo le prestazioni e, in particolare, la sicurezza di questo CMS. La popolarità ha da sempre anche un prezzo da pagare e per WordPress significa essere sempre al passo con le nuove minacce per evitare di vedere il proprio sito aziendale trasformarsi in una fonte di propaganda dell&#8217;Isis o cose del genere.</p>



<p>Sicuramente a breve comincerò a pubblicare qualche articolo a tema WordPress, dalle best practices a veri e propri passi obbligatori per mettere in sicurezza e mantenere un buon livello generale della piattaforma.</p>



<p>Promesso. Ripartiamo da qui.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Outlook per MAC: errore 1025 &#8220;Unknown namespace&#8221;</title>
		<link>https://www.range-id.it/2015/01/27/outlook-per-mac-errore-1025-unknown-namespace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2015 05:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Troubleshooting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pare incredibile, ma sembra che ancora oggi Outlook riscontri talvolta problemi con la gestione delle caselle in IMAP. Nel particolare, molto spesso le difficoltà riscontrate in fase di prima configurazione del programma è rappresentato dal nome delle cartelle di default presenti in remoto (Inbox, Sent, Trash e Templates) che non corrisponde a quelle che il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.range-id.it/2015/01/27/outlook-per-mac-errore-1025-unknown-namespace/">Outlook per MAC: errore 1025 &#8220;Unknown namespace&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.range-id.it">Range</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pare incredibile, ma sembra che ancora oggi Outlook riscontri talvolta problemi con la gestione delle caselle in IMAP.</p>



<p>Nel particolare, molto spesso le difficoltà riscontrate in fase di prima configurazione del programma è rappresentato dal nome delle cartelle di default presenti in remoto (Inbox, Sent, Trash e Templates) che non corrisponde a quelle che il programma si aspetta, generando una marea di errori tra cui, quello analizzato oggi, camuffato da un criptico <strong>Unknown namespace </strong>seguito dal codice di errore<strong> 1025</strong> che si ripete ad ogni sincronizzazione della casella.</p>



<p>Nell&#8217;analizzare questa problematica ci siamo imbattuti in un fix fornito nel lontano 2012, questo specifico caso tratta della versione di Office per Mac, ma abbiamo evidenza di casi simili su Outlook 2013 per Windows.</p>



<p>Il riferimento alla soluzione è <a href="http://answers.microsoft.com/en-us/mac/forum/macoffice2011-macoutlook/error-1025-unknown-namespace-with-imap-account/48f2bac6-2262-4638-aa22-baa3aa7934de" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo post di Scott_MSFT</a> e di seguito il quote per un workaround del problema<samp>:</samp></p>



<p><em>Yes, this is a bug with the new IMAP implementation in 14.2. We have created an account with the German ISP you are using to both test the workaround steps and properly fix the bug in a future bug fix release of 14.2</em></p>



<p><em>The workaround steps are a bit tricky, but they do work. You are correct that you do have to select a folder on the server for junk email and deleted messages, which was wrong in my first post.</em></p>



<p><em>More detailed steps are:</em></p>



<p><em>1.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; [as per Andre&#8217;s suggestion] On the Advanced tab under Accounts tell Outlook which folders to use for sent, drafts, junk and trash.</em></p>



<p><em>A tricky part here is that Outlook has already created “broken” folders locally that it intends to create on the IMAP server, but the server denies each request to do so.&nbsp; These folders appear in the server list when you select “Choose”.&nbsp; You need to deduce which folders are already truly on the server and select these.&nbsp; Do not select the “broken” unable-to-upload folders.</em></p>



<p><em>Note that if you choose to manually create new server folders must execute a sync first.&nbsp; Unless the sync has completed the new folders will not be enabled for selection in the &#8220;Choose&#8221; dialog.</em></p>



<p><em>2.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; You need to locate and delete on the local client the four , now abandoned, special folders that we tried to create.</em></p>



<p><em>Since these are root level folders that are no longer marked as special folder they will not appear under the root “Inbox” folder.</em></p>



<p><em>&nbsp;&nbsp; a.&nbsp; Collapse the root Inbox folder and also the following root level Drafts, Sent Items and Deleted Items Folders.</em></p>



<p><em>&nbsp;&nbsp; b.&nbsp; Next in the navigation list you will see the name of your account with an expandable triangle beside it.&nbsp; Expand that you will see the four folders that need to be deleted &#8211; sent, drafts, junk and trash.</em></p>



<p><em>&nbsp;&nbsp; c.&nbsp; Verify that the folders are empty, or do not contain any mail that you wish to retain, and delete the folders.</em></p>



<p>Da notare che questo problema sembra essere stato risolto da un fix, tuttavia ancora oggi si hanno notizie, almeno su Mac, di simili inconvenienti. Pertanto prima di effettuare il workaround suggerito, specie se si tratta di una reinstallazione, è meglio verificare la presenza di aggiornamenti del pacchetto Office o del sistema operativo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.range-id.it/2015/01/27/outlook-per-mac-errore-1025-unknown-namespace/">Outlook per MAC: errore 1025 &#8220;Unknown namespace&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.range-id.it">Range</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mail con allegato winmail.dat</title>
		<link>https://www.range-id.it/2014/07/10/mail-con-allegato-winmail-dat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 04:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Troubleshooting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; un problema che capita solo a chi non usa Outlook come client di posta elettronica. Per inciso, il problema non è di chi riceve la mail ma di chi la manda. Outlook infatti ha da sempre il brutto vizio di inglobare gli allegati di un messaggio RTF dentro un unico file compresso, winmail.dat appunto. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.range-id.it/2014/07/10/mail-con-allegato-winmail-dat/">Mail con allegato winmail.dat</a> proviene da <a href="https://www.range-id.it">Range</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>E&#8217; un problema che capita solo a chi non usa Outlook come client di posta elettronica. Per inciso, il problema non è di chi riceve la mail ma di chi la manda. Outlook infatti ha da sempre il brutto vizio di inglobare gli allegati di un messaggio RTF dentro un unico file compresso, winmail.dat appunto. Peccato che questo file è leggibile solo per chi ha Outlook, gli altri si dovranno arrangiare.</p>



<p>Per risolvere il problema il mittente dovrebbe modificare le impostazioni del client di posta, il sito di supporto Microsoft illustra la procedura, testualmente:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Dal menu <strong>Strumenti</strong>, fare clic su <strong>Opzioni</strong> e quindi fare clic su <strong>Formato posta</strong>.</li><li><strong>Scrivi il messaggio in questo formato</strong>, fare clic per selezionare <strong>testo normale</strong>, quindi <strong>OK</strong>.</li></ul>



<p>Molto spesso però ci si ritrova nell&#8217;impossibilità di chiedere al mittente tali modifiche (il quale anzi, probabilmente si difenderà dicendo che il problema è del ricevente dal momento che tutti gli altri ricevono gli allegati senza problemi) e pertanto si deve cercare una soluzione per maneggiare questo tipo di files.</p>



<p>Su internet esistono programmi, anche freeware, in grado di decifrare il file winmail.dat e quindi permettere all&#8217;utente il recupero degli allegati. A titolo di esempio <strong><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.eolsoft.com/freeware/winmail_opener/" target="_blank">questo programma</a></strong> per le piattaforme Windows è semplice leggere e molto efficiente, tuttavia è possibile trovare in rete molti altri programmi simili e per tutti i principali sistemi operativi.</p>



<p>Per chi ha Thunderbird suggerisco di cercare LookOut nel catalogo estensioni. Questa terza parte dovrebbe risolvere il problema.</p>



<p>Fonti: <a href="http://support.microsoft.com/kb/278061/it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://support.microsoft.com/kb/278061/it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.range-id.it/2014/07/10/mail-con-allegato-winmail-dat/">Mail con allegato winmail.dat</a> proviene da <a href="https://www.range-id.it">Range</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Outlook e la sua sistematica lentezza in IMAP</title>
		<link>https://www.range-id.it/2012/09/21/outlook-e-la-sua-sistematica-lentezza-in-imap/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2012 04:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Troubleshooting]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.range-id.it/?p=13737</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quasi a farlo di proposito, Outlook non ha mai performato decentemente con il protocollo IMAP.La sincronizzazione delle cartelle può impiegare diversi minuti o, più frequentemente, non terminare mai. Ecco alcuni trucchi per rendere sopportabile l&#8217;utilizzo di Outlook in IMAP. Come comportamento di default, Outlook sincronizza tutte le cartelle e sottocartelle IMAP confrontanto i messaggi completi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.range-id.it/2012/09/21/outlook-e-la-sua-sistematica-lentezza-in-imap/">Outlook e la sua sistematica lentezza in IMAP</a> proviene da <a href="https://www.range-id.it">Range</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quasi a farlo di proposito, Outlook non ha mai performato decentemente con il protocollo IMAP.<br>La sincronizzazione delle cartelle può impiegare diversi minuti o, più frequentemente, non terminare mai.</p>



<p>Ecco alcuni trucchi per rendere sopportabile l&#8217;utilizzo di Outlook in IMAP.</p>



<p>Come comportamento di default, Outlook sincronizza tutte le cartelle e sottocartelle IMAP confrontanto i messaggi completi tutte le volte che viene cercata nuova posta. Questo rallenta l&#8217;operazione in proporzione al numero delle email sul server. Se si confrontano solo le intestazioni e solo per la inbox, l&#8217;operazione di sincronizzazione sarà molto più veloce.</p>



<p>Basta cliccare sulla tab <strong>invia e ricevi posta</strong> in alto, <strong>Gruppi di invio e ricezione</strong>, <strong>Definisci gruppi di invio e ricezione</strong>. E poi un bel doppio click su<strong> tutti gli account</strong>, scegliere l&#8217;account IMAP in questione e nel gruppo di selezione <strong>Opzioni account</strong>, alla voce <strong>ricevi elementi di posta</strong>, selezionare <strong>Scarica le intestazioni</strong> per la sola inbox, al posto di scarica elementi completi (inclusi allegati).<br>Tutte le sottocartelle diverse dalla inbox possono essere impostate per non sincronizzarsi.</p>



<p>In questo modo si scaricherà sempre tutto il messaggio, allegati inclusi, solo quando verrà selezionato per la sua lettura, ma la sincronizzazione coinvolgerà il confronto delle sole intestazioni del messaggio e quindi il ciclo durerà molto di meno.</p>



<p>A tal proposito è consigliabile non avere tanta posta nella inbox ma organizzare la posta in arrivo in sottocartelle. L&#8217;ideale sarebbe tenere nella inbox solo la posta di utilizzo corrente e poi archiviare in sottocartelle la posta elaborata o che comunque non serve subito. Avere più di 10 mila messaggi nella sola inbox potrebbe rappresentare un grosso problema di prestazioni, pertanto è meglio organizzare la posta in sottocartelle ordinate per data o per nome cliente in modo da distribuire meglio i messaggi e aprire solo quelli che servono per l&#8217;utilizzo quotidiano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.range-id.it/2012/09/21/outlook-e-la-sua-sistematica-lentezza-in-imap/">Outlook e la sua sistematica lentezza in IMAP</a> proviene da <a href="https://www.range-id.it">Range</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Svuotamento mailbox overquota</title>
		<link>https://www.range-id.it/2012/08/07/svuotamento-mailbox-overquota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Aug 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Posta Elettronica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.range-id.it/?p=13937</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di tanto in tanto può capitare che la mailbox si riempa di messaggi di posta al punto da intasare la casella di posta e minarne l&#8217;operatività. Una casella in overquota (ovvero che ha esaurito lo spazio a sua disposizione) non è infatti in grado di ricevere nuovi messaggi e al mittente verrà notificato che la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.range-id.it/2012/08/07/svuotamento-mailbox-overquota/">Svuotamento mailbox overquota</a> proviene da <a href="https://www.range-id.it">Range</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Di tanto in tanto può capitare che la mailbox si riempa di messaggi di posta al punto da intasare la casella di posta e minarne l&#8217;operatività.</p>



<p>Una casella in overquota (ovvero che ha esaurito lo spazio a sua disposizione) non è infatti in grado di ricevere nuovi messaggi e al mittente verrà notificato che la mail non è stata consegnata poichè la casella di destinazione non è in grado di accettare nuova posta.</p>



<p>Nella maggior parte dei casi per ripristinare la piena operatività della casella è sufficiente entrare nella webmail, cestinare alcuni messaggi e svuotare il cestino. Alle volte questa procedura non è possibile perchè uno o più messaggi contengono allegati talmente voluminosi da impedire l&#8217;operazione di spostamento nel cestino.</p>



<p>In questo caso il tentativo fallisce fornendo un messaggio di errore del tipo:</p>



<p><em>ERROR: Could not complete request.<br>Domanda: COPY 1:38 &#8220;INBOX.Trash&#8221;<br>Reason Given: Quota exceeded</em></p>



<p>Questo significa che la mailbox è talmente overquota da impedire le normali operazioni di manutenzioni della casella.</p>



<p>In questo caso per superare questo problema è sufficiente disabilitare il cestino nella webmail. In questa maniera le mail selezionate in webmail verranno direttamente cancellate senza passare dalla Trash.</p>



<p>Per fare questo è sufficiente andare su Opzioni e Impostazioni della Cartella. Nel primo menu a tendina selezionare Non usare il cestino e cliccare su Invia per confermare.</p>



<p>A questo punto è sufficiente selezionare le mail da cancellare e premere il tasto Cancella, le mail verranno cancellate e il funzionamento della mailbox sarà ripristinato.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Accesso alla mailbox (configurazioni)</title>
		<link>https://www.range-id.it/2012/08/07/accesso-alla-mailbox-configurazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Aug 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Posta Elettronica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.range-id.it/?p=13945</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esistono diversi modi per accedere alla propria mailbox su Range-ID: tramite webmail oppure il proprio client di posta. Webmail E&#8217; il sistema tipico di quando si accede da una postazione occasionale, spesso però viene usata anche stabilmente per lavorare come alternativa al client di posta) ed è sufficiente avere a disposizione un qualsiasi computer connesso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.range-id.it/2012/08/07/accesso-alla-mailbox-configurazioni/">Accesso alla mailbox (configurazioni)</a> proviene da <a href="https://www.range-id.it">Range</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Esistono diversi modi per accedere alla propria mailbox su Range-ID: tramite <strong>webmail</strong> oppure il proprio <strong>client di posta</strong>.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Webmail</strong></h1>



<p>E&#8217; il sistema tipico di quando si accede da una postazione occasionale, spesso però viene usata anche stabilmente per lavorare come alternativa al client di posta) ed è sufficiente avere a disposizione un qualsiasi computer connesso ad internet, senza quindi nessun programma installato.<br>Il primo passo è quello di aprire un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Browser" target="_blank" rel="noreferrer noopener">browser </a>(es. Internet Explorer, Mozilla Firefox, Google Crome, etc.).<br>In webmail sono possibili due tipi di accessi: <strong>in chiaro</strong> e <strong>crittato</strong>. Il consiglio è sempre quello di utilizzare una connessione crittata, in particolar modo se ci si collega da una postazione occasionale (o con una connessione occasionale) perchè in questo modo la comunicazione tra il vostro computer e la nostra sala calcolo rimane, per l&#8217;appunto, crittata ed è praticamente impossibile intercettare illecitamente i dati scambiati (come per esempio password, dati sensibili, etc). La connessione crittata è un metodo utilizzato, per esempio, tipicamente durante il pagamento tramite carta di credito. Similmente, anche in questo modo, i dati scambiati rimangono riservati ed è estremamente difficile intercettare i dati scambiati tra client e server.</p>



<p>L&#8217;accesso alla webmail <strong>in chiaro</strong> avviene sempre all&#8217;indirizzo <a href="http://webmail.dominiocliente.tld">http://webmail.dominiocliente.tld</a>, mentre l&#8217;accesso <strong>crittato</strong> è disponibile sul dominio <a href="https://webmail.range-id.it">https://webmail.range-id.it</a>.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Client di posta</strong></h1>



<p>Anche utilizzando il proprio programma di posta preferito (Outlook, Thunderbird, Eudora, etc.), è sempre possibile scegliere tra la connessione <strong>crittata</strong> o quella<strong> in chiaro</strong>. Anche se il collegamento avviene attraverso il proprio computer, è sempre consigliabile usare una connessione protetta per mantenere un&#8217;elevata riservatezza dei dati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Connessione in chiaro</h3>



<p>Server della posta in entrata: pop.dominiocliente.tld<br>Server della posta in uscita: smtp.dominiocliente.tld (attivare l&#8217;autenticazione per la posta in uscita)<br>Nome utente: <a href="mailto:indirizzo@dominio.tld">indirizzo@dominio.tld</a></p>



<h3 class="wp-block-heading">Connessione crittata</h3>



<p>Server della posta in entrata: mail.range-id.it<br>Server della posta in uscita: mail.range-id.it (attivare l&#8217;autenticazione per la posta in uscita)<br>Sicurezza della connessione: SSL<br>Nome utente: <a href="mailto:indirizzo@dominio.tld">indirizzo@dominio.tld</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.range-id.it/2012/08/07/accesso-alla-mailbox-configurazioni/">Accesso alla mailbox (configurazioni)</a> proviene da <a href="https://www.range-id.it">Range</a>.</p>
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